Immaginate un mondo in cui Google smettesse di mostrare le notizie: le persone continuerebbero a usare il motore di ricerca? E, soprattutto, se un evento come questo si verificasse, cambierebbe qualcosa per gli editori?
A questa domanda ha cercato di rispondere uno studio condotto direttamente da Google tra novembre 2024 e gennaio 2025. Per due mesi e mezzo, in otto paesi europei, un piccolo gruppo di utenti ha avuto un’esperienza di ricerca “depurata” dai contenuti giornalistici. Il risultato? Google non ha subito nessuna perdita economica significativa. Il traffico è calato leggermente, ma gli utenti hanno continuato a usare la piattaforma senza particolari difficoltà.
E allora sorge spontanea una domanda: se Google può fare a meno delle notizie, gli editori possono fare a meno di Google?
Cosa ha scoperto Google?
L’esperimento ha coinvolto Italia, Spagna, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Danimarca e Croazia. Un piccolo gruppo di utenti ha ricevuto una versione di Google senza risultati provenienti da siti di informazione riconosciuti sotto l’Articolo 15 della Direttiva UE sul Copyright.
Alla fine del test, il dato più evidente è stato che la ricerca web ha registrato un calo trascurabile. Certo, Google Discover ha perso più utenti, ma non abbastanza da incidere sui ricavi della piattaforma.
Anche dal punto di vista pubblicitario, la situazione è rimasta stabile. Nonostante un leggero calo dell’uso di Google Discover, il cuore del business di Mountain View – la pubblicità su Google Search – non ha subito scossoni. In altre parole, Google può tranquillamente vivere senza news, perché la maggior parte degli utenti utilizza il motore di ricerca per altro.
Cosa significa per gli editori?
Questo studio è un chiaro segnale per il mondo dell’editoria digitale: affidarsi a Google come principale fonte di traffico e monetizzazione è una strategia sempre più rischiosa. Se Google può fare a meno delle news, gli editori devono iniziare a pensare a come rendersi indipendenti.
- Diversificare le fonti di traffico
Fino a oggi, molti editori hanno basato la loro crescita sul traffico proveniente dai motori di ricerca. Questo studio dimostra che non possono più permettersi di essere così dipendenti. È tempo di investire su canali alternativi come newsletter, fidelizzazione diretta del lettore e piattaforme social. - Ripensare la monetizzazione
Se Google non ha perso ricavi senza le notizie, significa che l’informazione giornalistica non è considerata un asset strategico per la piattaforma. Gli editori devono trovare nuove strade per monetizzare i propri contenuti, puntando su abbonamenti, membership e modelli premium. - Rendere il giornalismo indispensabile per l’ecosistema digitale
Se i motori di ricerca possono ignorare le news senza subire danni, significa che il valore delle notizie non viene percepito come essenziale. Gli editori devono dimostrare che l’informazione ha un peso reale e che senza di essa il web perde autorevolezza, qualità e profondità.
Il momento di agire è ora
Il messaggio che arriva da questo studio è chiaro: gli editori non possono più basare il loro futuro su Google. Serve una strategia che metta al centro il valore dell’informazione, costruendo un rapporto diretto con i lettori e cercando nuove strade per generare ricavi.
Se sei un editore e vuoi capire come rendere la tua testata più indipendente dalle piattaforme digitali, è il momento di esplorare nuove opportunità. DigiTrend è qui per aiutarti a trovare la strada giusta. Immagine di benzoix su Freepik.